L’annuncio della morte di Franco Battiato, deceduto nella sua casa di Milo, in provincia di Catania, ha suscitato un forte turbamento e numerose reazioni nel mondo della musica, dello spettacolo e della politica. La notizia è stata data con un tweet dal direttore di “Civiltà Cattolica”, Antonio Spadaro, che riportava alcune parole del brano La Cura ed ha sottolineato che:”Franco Battiato era assolutamente unico nel suo genere, con una forte radice spirituale, più che religiosa, nella sua opera artistica”.
A seguire, il sindaco di Milo; Alfio Cosentino, ha dato la conferma della morte: “Franco era un amico, la sua scomparsa è una grande perdita. Mi ha chiamato un amico e dopo avere fatto una verifica ho appreso del suo decesso avvenuto questa mattina intorno alle 5. Con lui c’era una grande amicizia e una stima reciproca dopo essere stato eletto ci siamo incontrati più volte e lui non si è mai sottratto ad organizzare a supportare iniziative culturali“.
Sono tanti i messaggi di cordoglio dal mondo politico soprattutto quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha dichiarato: “Con il suo inconfondibile stile musicale, frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione, ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali. Oggi l’Italia ha perso uno dei suoi artisti più geniali. Franco Battiato è stato un musicista unico, un campione delle contaminazioni tra le varie arti, eclettico e visionario. Ha saputo valorizzare in modo magistrale la nostra cultura popolare e quella della sua Sicilia in particolare, facendone la fonte d’ispirazione di una produzione artistica di estrema raffinatezza. Tutta la mia vicinanza ai suoi familiari“.
Tanti i nomi importanti degli artisti che hanno voluto ricordare Battiato come: Vasco Rossi, Pierù Pelù, Tiziano Ferro, Marco Mengoni, Eros Ramazzotti e moltissimi altri.

La morte del Maestro Franco Battiato provoca dolore. Certo sapevamo che stava male ma chi lo ha amato, stimato, seguito ha vissuto sempre con la speranza che un giorno sarebbe riapparso magari in un video in cui cantava La Cura o L’era del cinghiale bianco. Di Franco Battiato non dimenticherò mai un abbraccio sul palco del Teatro Nazionale di Bagdad in Iraq. Era il 4 dicembre del 1992. Avevo appena finito di intervistarlo per il tg di Video Music. Da giorni ero nella capitale irachena per girare un reportage che sarebbe stato trasmesso la notte di Natale come traino per il concerto del Maestro siciliano per rivendicare i diritti del popolo iracheno e fermare l’embargo. La sua sensibilità era incredibile. La sua capacità di esprimere solidarietà difficilmente raccontabile.
Mi disse una frase che mi rimarrà per sempre scolpita nel cuore: “Due siciliani a Bagdad, ci pensi? Non è fantastico?”
Non fu l’unica occasione in cui collaborai con Franco Battiato, ricordo una lunga preparazione per un evento televisivo straordinario. La Messa scritta dal Maestro che riuscimmo a trasmettere in diretta dalla Basilica di San Francesco in Assisi. Un’altra esclusiva di Videomusic di cui allora ero il Capo Ufficio Stampa.
L’ultima volta che lo ascoltai in concerto a Vittoria (in provincia di Ragusa) in una calda serata di fine luglio di qualche anno fa non ho pensato nemmeno per un attimo di cercare di salutare Franco Battiato, né di parlare con lui. Di ricordare quei momenti rimasti impressi nel mio cuore.
Franco Battiato non si può non amare per quello che è stato e per quello che sarà per l’eternità.. Per quello che rappresenta, per quello che è. Nella sua musica c’era, e ci sarà per sempre, fede, amore, passione, Sicilia, mondo.



